Stamane nella trasmissione “Caffè quotidiano” della radio RDL di Eboli, chei gestisce il potere ad Eboli ha raggiunto vette inenarrabili.
Parlando dell’Embrice della violenza consumata dalla sua Amministrazione con la colata di cemento che ha devastato la piazzetta, si è meravigliato della reazione dei cittadini ebolitani per un “non luogo”. Proprio cosi : L’Embrice per il primo cittadino è un “non luogo”.
Ma di che cosa parla costui?
Come si fa ad offendere la memoria storica di un’intera popolazione, calpestandone e oltraggiando anche verbalmente uno dei luoghi più cari alla memoria ebolitana.
Ho ricordato, in una precedente nota, l’amore verso quei luoghi nei versi di Felice Cuomo, la memoria di intere generazioni che lì facevano sosta, o si ritrovavano ,anche nei momenti drammatici per la nostra città, come i bombardamenti.
Meglio di me ha parlato , con indignazione, dell’oltraggio all’Embrice Abdon Alinovi.
Meglio di me hanno espresso il proprio disappunto, in questi giorni centinaia di cittadini ebolitani.
Oggi tutto viene banalizzato da chi parla con arroganza e disprezzo di un “non luogo”.
Io penso che quando un Sindaco non riesce a porsi in sintonia con la cultura, la storia , le tradizioni, i sentimenti dei suoi concittadini è, semplicemente un “non Sindaco”.
Io spero che gli ebolitani, abbiano un sussulto di sdegno, e si stringono intorno ai comitati di lotta per la difesa dell’Embrice, partecipino alle iniziative tese a chiedere la demolizione “ora e subito” dell’”orpello dell’Embrice”, e sappiano sostituirsi all’assordante silenzio anche di quei partiti politici che , ancora una volta, hanno perso la voce per paura, direbbe Caprarella di essere sculacciati questa volta da un “non sindaco”
mercoledì 17 dicembre 2008
venerdì 12 dicembre 2008
Solidarietà a Caprarella - l'ultimo Alabardiere

Esprimo la mia più piena solidarietà al Compagno Carmine Caprarella, una delle figure più belle che la cultura Comunista e di Sinistra ebolitana abbia espresso in questi ultimi anni la cui moralità, la cui capacità e l’autonomia di pensiero tutti gli ebolitani hanno avuto modo di verificare.
Ultimo “alabardiere” della autonomia progettuale comunista in Consiglio Comunale dove, spesso voce solitaria, ha portato avanti grandi battaglie sulla trasparenza degli atti, continuamente calpestata da questa amministrazione; sul governo del territorio, ridotto da questa amministrazione a mera edilizia ad personam; contro le operazioni di bilancio, che in questi anni hanno visto passare di tutto (dagli aumenti delle tasse, alla travisazione di numeri che evidenziano il fallimento di questa amministrazione nell’assoluto silenzio); sulle opere pubbliche, ridotte da questa amministrazione a politica dell’annuncio e alla realizzazione di brutture come “l’orpello dell’Embrice” senza nessuno avesse la dignità di levare una voce di protesta; o sulla partecipazione dei cittadini: sua, nel silenzio di altri, la battaglia per il bilancio partecipato, in contrapposizione alla cultura di questa amministrazione che ha ridotto il bilancio ad “affare” di pochi intimi.
Oltre alla solidarietà al Compagno Carmine Caprarella, coerente rappresentante della storia comunista ebolitana in Consiglio Comunale, l’ennesima conferma che “Tafazzi” era di Eboli ed era iscritto alla sezione di Rifondazione Comunista.
Ultimo “alabardiere” della autonomia progettuale comunista in Consiglio Comunale dove, spesso voce solitaria, ha portato avanti grandi battaglie sulla trasparenza degli atti, continuamente calpestata da questa amministrazione; sul governo del territorio, ridotto da questa amministrazione a mera edilizia ad personam; contro le operazioni di bilancio, che in questi anni hanno visto passare di tutto (dagli aumenti delle tasse, alla travisazione di numeri che evidenziano il fallimento di questa amministrazione nell’assoluto silenzio); sulle opere pubbliche, ridotte da questa amministrazione a politica dell’annuncio e alla realizzazione di brutture come “l’orpello dell’Embrice” senza nessuno avesse la dignità di levare una voce di protesta; o sulla partecipazione dei cittadini: sua, nel silenzio di altri, la battaglia per il bilancio partecipato, in contrapposizione alla cultura di questa amministrazione che ha ridotto il bilancio ad “affare” di pochi intimi.
Oltre alla solidarietà al Compagno Carmine Caprarella, coerente rappresentante della storia comunista ebolitana in Consiglio Comunale, l’ennesima conferma che “Tafazzi” era di Eboli ed era iscritto alla sezione di Rifondazione Comunista.
giovedì 4 dicembre 2008
Convegno: i nuovi scenari della gestione dei rifiuti in Campania

Linee programmatiche 2008/2013
I nuovi scenari della gestione dei rifiuti in Campania
10 dicembre 2008 ore 18.30
Aula Magna Scuole Elementari “V. Giudice”
I nuovi scenari della gestione dei rifiuti in Campania
10 dicembre 2008 ore 18.30
Aula Magna Scuole Elementari “V. Giudice”
Piazza della Repubblica - Eboli
Introduce: Gerardo Rosania
Consigliere Regionale P.R.C.
Intervengono: Pierino Infante
già Assessore all’Ambiente – Città di Eboli
Carmine Caprarella
Consigliere Comunale Città di Eboli
Michele Buonomo
Presidente Regionale Legambiente Campania
Alessandro Gatto
Responsabile Settore Rifiuti WWF Campania
Michele Ragosta
Presidente Commissione Consiliare Ambiente - Regione Campania
Angelo Paladino
Assessore all’ Ambiente - Provincia di Salerno
sen. Tommaso Sodano
già Presidente Commissione Ambiente Senato – Responsabile Ambiente P.R.C.
Conclude: Walter Ganapini
Assessore all’Ambiente - Regione Campania
Modera: Francesco Faenza
Direttore de “I Centopassi”
La cittadinanza è invitata a partecipare
Introduce: Gerardo Rosania
Consigliere Regionale P.R.C.
Intervengono: Pierino Infante
già Assessore all’Ambiente – Città di Eboli
Carmine Caprarella
Consigliere Comunale Città di Eboli
Michele Buonomo
Presidente Regionale Legambiente Campania
Alessandro Gatto
Responsabile Settore Rifiuti WWF Campania
Michele Ragosta
Presidente Commissione Consiliare Ambiente - Regione Campania
Angelo Paladino
Assessore all’ Ambiente - Provincia di Salerno
sen. Tommaso Sodano
già Presidente Commissione Ambiente Senato – Responsabile Ambiente P.R.C.
Conclude: Walter Ganapini
Assessore all’Ambiente - Regione Campania
Modera: Francesco Faenza
Direttore de “I Centopassi”
La cittadinanza è invitata a partecipare
mercoledì 26 novembre 2008
Il mistero delle case popolari
Rimane un mistero nella città di Eboli il perché gli 11 alloggi popolari realizzati al quartiere Pescara,completati da circa 2 anni, non vengono assegnati e nonostante la graduatoria definitiva sia stata approvata, dalla specifica commissione, ormai oltre 4 mesi fa: il 12 luglio..
La continua sollecitazione del sindacato Sicet- CISL sono rimaste lettera morta.
Le forze politiche di maggioranza, in particolare quelle che per loro natura dovrebbero essere particolarmente sensibili alle questioni sociali, fanno la parte delle tre scimmiette. Per cui non sentono , non vedono e non parlano.
Nel frattempo il bisogno di casa nella città diventa sempre crescente e la disposizione porta la gente ad occupare abusivamente le case vuote( come quella al borgo) e per l’amministrazione diventa un problema di “legalità”. Sulla stampa si sprecano i proclami, da parte di chi ha gravissime responsabilità su questa vicenda, al ripristino della legalità.
Sembra siano 40 gli sgomberi da effettuare. Possiamo semplicemente chiedere : dov’erano i fautori del ripristino della legalità col ricorso alla forza pubblica mentre quegli alloggi venivano occupati ? Possibile che nessuno ha visto, nessuno ha denunciato, nessuno sapeva che si stavano occupando quegli alloggi?
L’impressione nostra è che il controllo del territorio è venuto clamorosamente meno su questa come su altre vicende che ora che”i buoi sono scappati” si pretende di chiudere le porte con grande frastuono di grancassa.
Si proceda all’assegnazione degli 11 alloggi della palazzine al Quartiere Pescara, si proceda a riattare gli alloggi pubblici vuoti prima che vengono occupati e si assegni celermente a chi ne ha diritto in quanto in graduatoria.
Altro che problema di legalità qui siamo allo “ABC” della buona amministrazione che , ad Eboli, sembra smarrita
La continua sollecitazione del sindacato Sicet- CISL sono rimaste lettera morta.
Le forze politiche di maggioranza, in particolare quelle che per loro natura dovrebbero essere particolarmente sensibili alle questioni sociali, fanno la parte delle tre scimmiette. Per cui non sentono , non vedono e non parlano.
Nel frattempo il bisogno di casa nella città diventa sempre crescente e la disposizione porta la gente ad occupare abusivamente le case vuote( come quella al borgo) e per l’amministrazione diventa un problema di “legalità”. Sulla stampa si sprecano i proclami, da parte di chi ha gravissime responsabilità su questa vicenda, al ripristino della legalità.
Sembra siano 40 gli sgomberi da effettuare. Possiamo semplicemente chiedere : dov’erano i fautori del ripristino della legalità col ricorso alla forza pubblica mentre quegli alloggi venivano occupati ? Possibile che nessuno ha visto, nessuno ha denunciato, nessuno sapeva che si stavano occupando quegli alloggi?
L’impressione nostra è che il controllo del territorio è venuto clamorosamente meno su questa come su altre vicende che ora che”i buoi sono scappati” si pretende di chiudere le porte con grande frastuono di grancassa.
Si proceda all’assegnazione degli 11 alloggi della palazzine al Quartiere Pescara, si proceda a riattare gli alloggi pubblici vuoti prima che vengono occupati e si assegni celermente a chi ne ha diritto in quanto in graduatoria.
Altro che problema di legalità qui siamo allo “ABC” della buona amministrazione che , ad Eboli, sembra smarrita
martedì 25 novembre 2008
S. Nicola varco - Amministrazione allo sbando
Desterebbe ilarità, se non ci fosse da pianger, la posizione assunta dall’Amministrazione di Eboli sulla vicenda di S. Nicola varco.
“Stiamo lavorando con la massima segretezza” come se il progetto, poi, non dovesse essere approvato dalla Giunta Comunale per poter essere candidato ai finanziamenti regionali, ma soprattutto come se i progetti in questo campo non dovessero essere progetti largamente condivisi.
L’impressione nostra , purtroppo, è che su questa come su altre vicende mancano le idee e, soprattutto manca la concezione del governo della cosa pubblica.
Cosa ci si può attendere da chi dichiara alla stampa che “il milione e mezzo di euro lo utilizzeremo non appena la Regione ce lo eroga”, come se per avere la erogazione non fosse necessario presentare un progetto credibile, da parte del comune assegnatario dei fondi.
Per ora del progetto presentato dal comune di Eboli è stato salvato “soltanto il titolo”.
Speriamo che il prossimo sia salvabile anche il sottotitolo. Avremmo fatto un passo in avanti.
Per il resto prendiamo atto che a fronte di un’ amministrazione che ha spacciato lo sgombero di S. Nicola varco come un’urgenza per far spazio al Polo Agroalimentare, la realtà è che quest’ultimo è ancora allo stato di studio “preliminare” e che i tempi perché si proceda all’avvio dei lavori sono almeno di due anni. C’è tutto il tempo, quindi, per mettere in campo una strategia di collocazione logistica alternativa per i lavoratori migranti che sono dentro S. Nicola varco, utilizzando a tal fine i fondi che l’Assessorato regionale ha di recente confermato, con progetti credibili che inizino a realizzare case, o strutture collettive piuttosto che ai “mediatori di conflitto” o ai “ginecologi per maschi”.
Non ci resta che constatare il silenzio delle forze di sinistra su una vicenda che sta portando il Comune di Eboli ad un nuova figura ingloriosa.
Non vorremmo che la linea dello sgombero forzoso, che lo stesso questore di Salerno Sembra non ritenere la soluzione del Problema non sia diventata la linea di tuitte le forze politiche che continuano a reggere questa squinternata armata brancaleone che gestisce il potere ad Eboli
“Stiamo lavorando con la massima segretezza” come se il progetto, poi, non dovesse essere approvato dalla Giunta Comunale per poter essere candidato ai finanziamenti regionali, ma soprattutto come se i progetti in questo campo non dovessero essere progetti largamente condivisi.
L’impressione nostra , purtroppo, è che su questa come su altre vicende mancano le idee e, soprattutto manca la concezione del governo della cosa pubblica.
Cosa ci si può attendere da chi dichiara alla stampa che “il milione e mezzo di euro lo utilizzeremo non appena la Regione ce lo eroga”, come se per avere la erogazione non fosse necessario presentare un progetto credibile, da parte del comune assegnatario dei fondi.
Per ora del progetto presentato dal comune di Eboli è stato salvato “soltanto il titolo”.
Speriamo che il prossimo sia salvabile anche il sottotitolo. Avremmo fatto un passo in avanti.
Per il resto prendiamo atto che a fronte di un’ amministrazione che ha spacciato lo sgombero di S. Nicola varco come un’urgenza per far spazio al Polo Agroalimentare, la realtà è che quest’ultimo è ancora allo stato di studio “preliminare” e che i tempi perché si proceda all’avvio dei lavori sono almeno di due anni. C’è tutto il tempo, quindi, per mettere in campo una strategia di collocazione logistica alternativa per i lavoratori migranti che sono dentro S. Nicola varco, utilizzando a tal fine i fondi che l’Assessorato regionale ha di recente confermato, con progetti credibili che inizino a realizzare case, o strutture collettive piuttosto che ai “mediatori di conflitto” o ai “ginecologi per maschi”.
Non ci resta che constatare il silenzio delle forze di sinistra su una vicenda che sta portando il Comune di Eboli ad un nuova figura ingloriosa.
Non vorremmo che la linea dello sgombero forzoso, che lo stesso questore di Salerno Sembra non ritenere la soluzione del Problema non sia diventata la linea di tuitte le forze politiche che continuano a reggere questa squinternata armata brancaleone che gestisce il potere ad Eboli
Il Piano di rientro sanitario per la Provincia di Salerno
La Commissione Regionale Sanità ha licenziato il testo del Piano di razionalizzazione e riqualificazione del sistema sanitario regionale per il rientro dal disavanzo.
Il piano approvato dalla commissione, per quanto riguarda la Provincia di Salerno, è sostanzialmente diverso dal testo dal quale si è partiti e questo grazie al lavoro svolto da tutti i Consiglieri Regionali della Provincia di Salerno che hanno operato in stretto rapporto fra di loro e in ascolto dei territori. Per la provincia di Salerno, in una logica di risparmio rimarrà una sola ASL , piuttosto che le due originariamente proposte.
I distretti vengono salvati e rapportati ad un forbice demografica che va dai 50.000 ai 120.000 abitanti con eccezioni ammesse solo per le zone montane.
A sud della provincia viene recuperato il ruolo di un ospedale di frontiera come Sapri che diventa Ospedale di II° livello dell’emergenza, con la conseguente ubicazione in quel presidio di reparti adeguati.
Si conserva il ruolo di Vallo della Lucania come uno dei 3 Poli di eccellenza della Provincia.
Glia altri due sono il Ruggi d’Aragona ed il Presidio di Nocera – Pagani.
Nasce un Polo vocato all’oncologia nella realtà di Agropoli.
Rocca d’ Aspide conserva una sua caratterizzazione mentre S. Arsenio viene spostato sulla riabilitazione specialistica.
Al Centro della Provincia viene confermato il ruolo dell’Azienda Ospedaliera, finalizzata , anche , alle funzioni universitarie.
Rimane un ruolo importante del Da Procida sul terreno della riabilitazione, con l’aggiunta dell’Hospice e della Casa del Risveglio.
L’Ospedale di Oliveto Citra conserva alcuni reparti che rischiavano di essere sottratti a partire dalla ginecologia.
L’Ospedale riunito Eboli - Battipaglia che nascerà dal 2013,viene disegnato come un presidio di grande rilievo e con notevoli prospettive con l’inserimento della chirurgia e della medicina d’urgenza, dell’emodinamica interventistica, della Pneumologia nonché della chirurgia maxillo- facciale. Nel frattempo si conservano i posti letti dei due presidi.
A nord della Provincia c’è il riconoscimento del nuovo Ospedale di Sarno che diventa Ospedale di II° livello dell’emergenza, che si affianca al Polo d’eccellenza nato dalla fusione di Nocera – Pagani.
Lo stesso Ospedale di Pagani nella prima stesura destinato alla chiusura, non solo mantiene una sua funzionalità ma viene riconosciuta al distretto sanitario del presidio unico la possibilità di utilizzarlo spostandovi reparti, soprattutto legati all’emergenza che a Nocera non troverebbero adeguata collocazione.
L’Ospedale di Mercato S. Severino non è più tra gli Ospedali che erano destinati ad uscire dalla rete dell’emergenza.
Attenzione è data anche a Scafati e a Cava.
Nel complesso, quindi, il Piano per la Provincia di Salerno è completamente riscritto.
Basti pensare che i posti letto nel pubblico passano da 2845 a 3024, di cui quelli per la riabilitazione passano da 108 a 203.
In definitiva i posti letto per mille abitanti passano da 3,578 a 3,622 , i posti letto per acuti per mille abitanti passano da 2,983 a 3,004.
Si riequilibra il rapporto fra pubblico e privato, soprattutto nel campo della riabilitazione.
Un lavoro notevole , a mio avviso, per il quale è stato importante la disponibilità all’ascolto dell’assessore regionale, la collaborazione della struttura tecnica dell’Assessorato e la compattezza che i Consiglieri Regionali hanno dimostrato sulla vicenda.
Ora non rimane che augurarsi che il consiglio Regionale approvi, eventualmente migliorandolo il provvedimento
Il piano approvato dalla commissione, per quanto riguarda la Provincia di Salerno, è sostanzialmente diverso dal testo dal quale si è partiti e questo grazie al lavoro svolto da tutti i Consiglieri Regionali della Provincia di Salerno che hanno operato in stretto rapporto fra di loro e in ascolto dei territori. Per la provincia di Salerno, in una logica di risparmio rimarrà una sola ASL , piuttosto che le due originariamente proposte.
I distretti vengono salvati e rapportati ad un forbice demografica che va dai 50.000 ai 120.000 abitanti con eccezioni ammesse solo per le zone montane.
A sud della provincia viene recuperato il ruolo di un ospedale di frontiera come Sapri che diventa Ospedale di II° livello dell’emergenza, con la conseguente ubicazione in quel presidio di reparti adeguati.
Si conserva il ruolo di Vallo della Lucania come uno dei 3 Poli di eccellenza della Provincia.
Glia altri due sono il Ruggi d’Aragona ed il Presidio di Nocera – Pagani.
Nasce un Polo vocato all’oncologia nella realtà di Agropoli.
Rocca d’ Aspide conserva una sua caratterizzazione mentre S. Arsenio viene spostato sulla riabilitazione specialistica.
Al Centro della Provincia viene confermato il ruolo dell’Azienda Ospedaliera, finalizzata , anche , alle funzioni universitarie.
Rimane un ruolo importante del Da Procida sul terreno della riabilitazione, con l’aggiunta dell’Hospice e della Casa del Risveglio.
L’Ospedale di Oliveto Citra conserva alcuni reparti che rischiavano di essere sottratti a partire dalla ginecologia.
L’Ospedale riunito Eboli - Battipaglia che nascerà dal 2013,viene disegnato come un presidio di grande rilievo e con notevoli prospettive con l’inserimento della chirurgia e della medicina d’urgenza, dell’emodinamica interventistica, della Pneumologia nonché della chirurgia maxillo- facciale. Nel frattempo si conservano i posti letti dei due presidi.
A nord della Provincia c’è il riconoscimento del nuovo Ospedale di Sarno che diventa Ospedale di II° livello dell’emergenza, che si affianca al Polo d’eccellenza nato dalla fusione di Nocera – Pagani.
Lo stesso Ospedale di Pagani nella prima stesura destinato alla chiusura, non solo mantiene una sua funzionalità ma viene riconosciuta al distretto sanitario del presidio unico la possibilità di utilizzarlo spostandovi reparti, soprattutto legati all’emergenza che a Nocera non troverebbero adeguata collocazione.
L’Ospedale di Mercato S. Severino non è più tra gli Ospedali che erano destinati ad uscire dalla rete dell’emergenza.
Attenzione è data anche a Scafati e a Cava.
Nel complesso, quindi, il Piano per la Provincia di Salerno è completamente riscritto.
Basti pensare che i posti letto nel pubblico passano da 2845 a 3024, di cui quelli per la riabilitazione passano da 108 a 203.
In definitiva i posti letto per mille abitanti passano da 3,578 a 3,622 , i posti letto per acuti per mille abitanti passano da 2,983 a 3,004.
Si riequilibra il rapporto fra pubblico e privato, soprattutto nel campo della riabilitazione.
Un lavoro notevole , a mio avviso, per il quale è stato importante la disponibilità all’ascolto dell’assessore regionale, la collaborazione della struttura tecnica dell’Assessorato e la compattezza che i Consiglieri Regionali hanno dimostrato sulla vicenda.
Ora non rimane che augurarsi che il consiglio Regionale approvi, eventualmente migliorandolo il provvedimento
giovedì 6 novembre 2008
Ci vuole coraggio....

L’amministrazione comunale di Eboli prosegue la sua politica delle varianti urbanistiche, tese allo svuotamento degli strumenti urbanistici ed a ridurre le scelte sul territorio a qualcosa riservato a pochi intimi.
Dopo gli incarichi per ridisegnare il PRG, invece di predisporre i piani particolareggiati per rendere operativo il piano vigente, con il risultato di bloccare l’intero comparto edilizio della città, dopo la variante per i project financing ( le torri gemelle a San Giovanni!), dopo le operazioni su Fontanelle e Santa Cecilia ora ritorna la strana vicenda “APA”, Infarcita, ipocritamente, dalle immancabili questioni occupazionali.
Se quella è la preoccupazione ci si vuole spiegare perché la ditta in questione prima ottiene un lotto in area PIP e poi vi rinunciò?
Ci si vuole spiegare perché non si provvede a revocare le assegnazioni di lotti in area PIP da tanto tempo bloccati da chi li ha richiesti e poi non ha realizzato?A partire da quelli destinati al famoso Centro Commerciale?
In realtà con questa amministrazione la materia urbanistica è diventata patrimonio di pochi e destinato a pochi.
La mancanza di trasparenza e diventata, specie in una materia delicata come l’urbanistica, una caratteristica di questa amministrazione. Nel silenzio assordante di forze politiche e sociali.
Bene farebbe la Sinistra a rimettere al centro il dibattito politico il proprio patrimonio culturale che parla di “programmazione del territorio”, di “trasparenza delle scelte urbanistiche”. Bene farebbero le forze politiche ebolitane a prendere atto che il tempo di questa Amministrazione Comunale disastrosa ed improduttiva, la peggiore della storia di Eboli dal dopoguerra, è ormai finito e la città attende una svolta nei metodi, nei programmi e negli uomini.
Ci vuole coraggio. In mancanza c’è la complicità.
Dopo gli incarichi per ridisegnare il PRG, invece di predisporre i piani particolareggiati per rendere operativo il piano vigente, con il risultato di bloccare l’intero comparto edilizio della città, dopo la variante per i project financing ( le torri gemelle a San Giovanni!), dopo le operazioni su Fontanelle e Santa Cecilia ora ritorna la strana vicenda “APA”, Infarcita, ipocritamente, dalle immancabili questioni occupazionali.
Se quella è la preoccupazione ci si vuole spiegare perché la ditta in questione prima ottiene un lotto in area PIP e poi vi rinunciò?
Ci si vuole spiegare perché non si provvede a revocare le assegnazioni di lotti in area PIP da tanto tempo bloccati da chi li ha richiesti e poi non ha realizzato?A partire da quelli destinati al famoso Centro Commerciale?
In realtà con questa amministrazione la materia urbanistica è diventata patrimonio di pochi e destinato a pochi.
La mancanza di trasparenza e diventata, specie in una materia delicata come l’urbanistica, una caratteristica di questa amministrazione. Nel silenzio assordante di forze politiche e sociali.
Bene farebbe la Sinistra a rimettere al centro il dibattito politico il proprio patrimonio culturale che parla di “programmazione del territorio”, di “trasparenza delle scelte urbanistiche”. Bene farebbero le forze politiche ebolitane a prendere atto che il tempo di questa Amministrazione Comunale disastrosa ed improduttiva, la peggiore della storia di Eboli dal dopoguerra, è ormai finito e la città attende una svolta nei metodi, nei programmi e negli uomini.
Ci vuole coraggio. In mancanza c’è la complicità.
Iscriviti a:
Post (Atom)
