giovedì 24 aprile 2008

Il Sindaco di Eboli non sceglie! Quindi sceglie Coda di Volpe!

Il re è nudo! Le dichiarazioni del Sindaco Melchionda riportate dalla stampa del 24 aprile, e non smentite, confermano, purtroppo, ciò che sostengo da settimane: il Sindaco, a fronte di una maggioranza lacerata e senza un disegno organico del territorio, non ha inteso “dare alternative” a Coda di Volpe.
Quindi, al di là della “brillante” idea di spostare le eco balle sul territorio di Battipaglia, senza neanche concordarlo con il Sindaco di quella città, cosa che ha comportato la caduta di credibilità presso il Commissariato ed una “precipitosa ritirata” a fronte delle proteste di Battipaglia, nessuna proposta alternativa credibile è stata avanzata.
Alla fine, pertanto, ha scelto il “commissariato” sancendo la devastazione del nostro territorio e infliggendo un colpo mortale alla nostra economia agricola.
Sbaglia il Presidente della Commissione Ambiente Regionale, quando assume “iniziative personali”.
Ma tale iniziativa viene presa a fronte di un evidente immobilismo dell’Amministrazione Comunale di Eboli.
Il non scegliere è una tecnica politica, proprio della peggiore politica tesa al “galleggiamento” piuttosto che affrontare i problemi, che non sempre paga.
Nel caso specifico la non scelta di Melchionda ha significato la condanna di Coda di Volpe.
Se poi ci ritroveremo qualcosa anche nella cava Maiorano, comunque sotto “osservazione” del Commissariato, il quadro è completo.

Crisi Pezzullo


La chiusura assunta dalla proprietà della “Pezzullo”, nella trattativa sindacale sui licenziamenti, mette a rischio l’ultima storica realtà produttiva di Eboli e della Piana del Sele.
Rimangono tutti i dubbi sul futuro del Pastificio e del Mulino, visto che non sembra delinearsi alcun piano di sviluppo per il futuro dell’azienda, così come rimane la grande incognita del che fine ha fatto il mangimificio.
Forse bisognerebbe ricordare che quelle strutture, mangimificio, mulino e pastificio, che oggi sorgono nell’area industriale di Eboli, sono state realizzate con un abbondante uso di denaro pubblico (legge 219/81), finalizzate a produrre ricchezza e occupazione per l’intera area e non operazioni finanziarie.
L’appello, ora, è alla città di Eboli tutta, perché i lavoratori della Pezzullo non rimangono da soli in questa difficile battaglia.
Io credo che fra desertificazione dell’apparato industriale, individuazione di siti legati all’emergenza rifiuti con le scelte deliranti del commissariato, e crisi della nostra economia agricola colpita nei suoi prodotti di punta: mozzarella di bufala e ortofrutta, siamo di fronte ad un vero attacco ad una delle aree con maggiori potenzialità della Regione Campania: la Piana del Sele.La mia proposta, rivolta alle istituzioni locali, alle forze politiche, ai sindacati, alle associazioni commerciali, agli studenti, ai singoli cittadini è quella di andare da qui ad 8 giorni ad una serrata della città di Eboli, per porre con forza il problema della prospettiva di sviluppo, e per fare in modo che Eboli recuperi un ruolo da protagonista e chiami l’intera Piana del Sele ad una vertenza di area.

Assemblea autoconvocata della Sinistra della Piana del Sele

La disfatta elettorale della Sinistra Arcobaleno del 13 e 14 aprile, richiede alle forze che l'anno sostenuta una riflessione approfondita sullo sradicamento sociale intervenuto, sulla forma partito costruita in questi anni, sui gruppi dirigenti della sinistra stessa.Sulla base di queste analisi definire il “che fare” per rimettere in campo una sinistra unita, radicata, di massa, con valori e progetti aggiornati e credibili.Per fare questo non ci sembra utile la strada intrapresa dai gruppi dirigenti nazionali, ripiegati in logiche autoreferenziali e di regolamenti di conti.Bisogna partire dalla base, dai territori, dove molto spesso le forze della sinistra sono al governo e pienamente impegnate nella definizione di progetti di sviluppo di quelle aree.Bisogna mettere in campo una grande strategia di partecipazione e di ascolto.Incominciamo dalla Piana del Sele, dove la Sinistra in questa provincia ha sempre scritto pagine di enorme valore.Invitiamo tutti gli iscritti, i simpatizzanti, gli elettori della sinistra, quelli che non ci hanno votato, le associazioni, le organizzazioni sindacali, gli intellettuali, i lavoratori, i singoli cittadini che hanno a cuore la democrazia a partecipare e a prendere la parola alla ASSEMBLEA AUTOCONVOCATA DELLA PIANA DEL SELE DI TUTTA LA SINISTRA CHE SI TERRA’ DOMENICA ALLE ORE 17.30 A EBOLI NEL TEATRINO DELLA SCUOLA ELEMENTARE SALITA RIPA
La Sinistra Unita

lunedì 21 aprile 2008

Comunicato stampa su Coda di Volpe


La Piana del Sele “ringrazia” il Commissario rifiuti
Mentre le analisi sul latte di bufala, della Provincia di Salerno, danno ragione a chi diceva che le mozzarelle prodotte nella piana del Sele sono esenti da contaminazioni, per cui ora si ragiona sul come rilanciare il marchio D.O.P., ma anche sul come recuperare l’intero comparto agro – alimentare della Piana, ultima grande zona agricola della Regione, i cui prodotti orticoli sempre più trovano difficoltà su mercati nazionali ed esteri, arriva il Commissariato dei Rifiuti e ci affossa definitivamente.
La decisione di portare le eco – balle a Coda di Volpe, in un depuratore predisposto per l’intera Piana, è il frutto di incompetenza, approssimazione e non conoscenza del territorio.
Qualche generale, in tuta mimetica, che per ora ha ottenuto un solo risultato: portare i rifiuti in Germania, senza aprire un solo sito alternativo alla discarica di Serre, unica aperta in Regione Campania e, lo ripeterò sempre, aperta solo grazie allo spirito solidale dei cittadini di Serre; decide di decretare la morte dell’economia agricola della Piana del Sele e della Provincia di Salerno.
Probabilmente il generale in questione non sa neanche dove sia la Piana del Sele, non ne conosce neanche l’attività economica ma, per lui, fa lo stesso.
A questo risultato hanno certamente contribuito l’ambiguità di enti che hanno messo a disposizione quell’area, salvo poi cercare di smarcarsi.
L’incapacità di scelta di una Amministrazione Comunale lacerata da contraddizioni interne ed assurdamente non i grado di offrire siti alternativi una volta ottenuto, circa due mesi fa in commissione ambiente della regione, una pausa di riflessione.
Il risultato è che ora ci ritroveremo i rifiuti nella cava Maiorano, a ridosso del paese, non avendo avuto la forza di trattare sulla inertizzazione delle balle per ricavarne terriccio per ricomposizioni ambientali.
La assoluta passività della città, che ormai ha perso i suoi rapporti con la Piana ed acquisito la mentalità che Eboli finisce a San Giovanni, per cui Coda di Volpe, non si sa neanche dove sia.
La assoluta incapacità dei Sindaci della Piana di ragionare come area, piuttosto che come “campanile”
Del resto questo era già emerso nella vicenda di Serre ed in quella stessa della Mozzarella
Alla Piana non resta che ringraziare.

Gerardo Rosania

mercoledì 26 marzo 2008

Mozzarella di Bufala Campana - ordine del giorno


Questo è l'ordine del giorno che sarà presentato nel corso del Consiglio Regionale della Campania il giorno 27 marzo 2008 dai gruppi politici di Rifondazione Comunista, Verdi e Sinistra Democratica, inerente alla mozzarella di bufala campana


Premesso che

la mozzarella di bufala campana rappresenta una delle principali ricchezze dell’intero settore agro – alimentare dell’intera Regione Campania;

in questo comparto sono centinaia le aziende operative e migliaia le persone occupate;

da mesi “l’oro bianco” è sottoposto ad un attacco mediatico che ne ha fortemente compromesso l’immagine di qualità, in tutto il mondo: l’inquinamento dei pascoli utilizzati come discariche dalla camorra in alcune aree di produzione, il diffondersi della brucellosi ed i ritardi dell’abbattimento dei capi malati in determinate aree della Regione Campania; l’utilizzo di grassi bufalini e latte in polvere proveniente dall’India da parte di alcuni operatori senza scrupoli; fino alla rilevazione di una forte presenza di diossina nella mozzarella prodotta in alcune aree regionali. La conseguenza di questo processo demolitivi del marchio DOP della mozzarella di bufala campana, è stato il calo delle vendite dal 30% al 60% nel giro di un anno;

nelle regioni del nord Italia e in interi paesi dell’Europa e anche extra – europei, l’esposizione del cartello con il quale si avverte che in quell’esercizio alimentare o in quel ristorante o pizzeria non si usa mozzarella di bufala campana, è diventato un fattore di garanzia per la clientela;

l’esplosione del fenomeno “diossina” potrebbe indurre l’Unione Europea a proibire la esportazione di mozzarella di bufala campana nei paesi europei con conseguenze drammatiche per l’intera filiera;

il calo delle vendite di mozzarella ha comportato il fenomeno del “congelamento” del latte di bufala, ma ora che i magazzini sono pieni si sta determinando la riduzione verticale nella richiesta di latte con gravissime difficoltà per gli allevamenti;
più volte singoli consiglieri hanno posto il problema all’assessorato competente, senza ottenere risposte soddisfacenti, per cui la questione oggi è non più rinviabile


impegna la Giunta Regionale

1) a valutare la dichiarazione dello stato di calamita per l’intera filiera della produzione di mozzarella di bufala campana, ed il rifinanziamento della L.R. n.6/2003, concordando con il Ministro dell’agricoltura gli interventi coerentemente con quanto previsto dalla legge 268/2003 ;
2) a prevedere forme di assorbimento e distruzione del latte congelato, onde consentire lo svuotamento dei frigoriferi e la ripresa della richiesta di latte;
3) a prevedere, ove le valutazioni tecniche lo ritengano risolutivo, la messa fuori produzione e l’eventuale abbattimento dei capi contaminati dalla diossina, prevedendo forme di indennizzo agli allevatori colpiti come previsto già dalla citata L.R. n.6/2003;
4) a presentare al Consiglio Regionale, entro 30 giorni, un piano di uscita dalle difficoltà del settore, prevedendo, fra l’altro:

a) forme di controllo di qualità affidati a soggetti terzi internazionalmente riconosciuti anche rispetto al consorzio DOP, per offrire una ulteriore garanzia al consumatore;
b) la possibilità di apporre sulla confezione del prodotto DOP forme di tracciabilità dello st\esso che consenta di risalire alla ubicazione delle aziende di allevamento bufalino al fine di una maggiore trasparenza della filiera ma, altresì, per evitare la penalizzazione di aree regionali che nulla hanno a che vedere con i fenomeni degenerativi che altrove si sono registrati.

lunedì 3 marzo 2008

Riunita la Settima Commissione Ambiente su Coda di Volpe - Eboli

Importante la riunione della settima commissione ambiente, svoltasi in data odierna, sulle questioni delle Ecoballe a Coda di Volpe in agro di Eboli.
Mi sembra di poter registrare una disponibilità notevole, da parte del Commissariato, a verificare siti alternativi a “Coda di Volpe”, offerti dagli enti locali in una logica di condivisione delle scelte e della convinzione della drammaticità del momento.
Gli enti locali, in una logica di area vasta, hanno il dovere di offrire siti alternativi, e di proporre un ciclo che vada verso l’avvio di un utilizzo diverso del CDR (vedi impianto di compostaggio), e verso un utilizzo del rifiuto opportunamente inertizzato come materiale di ricomposizione ambientale.
Il Commissariato ha il compito delicatissimo di cogliere le disponibilità territoriali e di fare uno sforzo in termini di tempi, di tecnologie e d’investimento per venire incontro a questo senso di responsabilità dei territori.
Altro che sindrome di nimby, altro che scarica barile fra Eboli e Battipaglia, chi ci prova commette una leggerezza intollerabile, e dimostra allucinate miopia politica.
Il problema vero è: come il rifiuto diventa una opportunità per il risanamento e la riqualificazione dei territori, senza creare tensioni sociali e senza interferire con le vocazioni economiche di un area (per cui era ed è inspiegabile la scelta di Coda di Volpe).
Ora la Commissione si è aggiornata a mercoledì prossimo alle 12.00.
In quella sede l’auspicio è che ogni soggetto che sieda a quel tavolo venga con idee chiare, senza facili pulsioni strumentali o voglia di fregare il vicino, e con lo spirito di affrontare il problema.
Se ci si muoverà con questa logica, io credo, si farà un grande servizio al territorio della Piana del Sele e si contribuirà ad alleggerire la tensione sui rifiuti in Regione.

Piazza Borgo: altro che folclore

L’idea sprezzante che albergava nelle stanze del potere dell’amministrazione comunale di Eboli, secondo cui la protesta dei cittadini del Borgo contro la realizzazione dei parcheggi interrati in quella piazza fosse una “manifestazione folcloristica”, si è rivelata clamorosamente errata e frutto di una concezione arrogante del governo di una comunità.
I cittadini del Borgo, con una manifestazione composta, civile e partecipata, hanno sollevato il problema della condivisione e della partecipazione alle scelte di governo.
In altri termini quei cittadini stanno rivendicando il proprio diritto a concorrere al disegno del proprio quartiere.
Non cogliere questo sarebbe scelta miope e profondamente sbagliata.
Il parcheggio interrato non è accettato dagli uomini e dalle donne del Borgo.
Chiedo a questa amministrazione comunale e a tutti i partiti che fanno parte di questa maggioranza, che in modo pilatesco stanno tacendo su questo problema cercando di farlo passare come questione puramente tecnica, ma che ora non possono più sottrarsi al dovere di dire ai cittadini da che parte stanno, e di raccogliere il messaggio che viene dal Borgo.
Per quanto mi riguarda non ho alcun dubbio.
Come ho già detto qualche giorno fa io sto dalla parte di chi chiede di essere protagonista delle scelte amministrative che ricadono sul proprio quartiere, come in tante altre circostanze l’amministrazione da me presieduta ha fatto concordando con i comitati di quartiere le opere pubbliche da fare.
Ritengo un errore voler ad ogni costo realizzare quel parcheggio e rifiutarsi di valutare con i cittadini, e con l’impresa stessa, soluzioni alternative.